Giovedì, Settembre 21, 2017

Videografia

This Is It

7.thisisit

Michael Jackson muore in scena come in un dramma shakespeariano. Suicidio, overdose, arresto cardiaco? Il sesso, le (presunte) molestie, la fama. C'è tutto, come in un film hollywoodiano. C'è una grande villa, una stanza piena di indizi, un corpo nudo sul letto, la polizia che indaga, la folla che spinge fuori e oltre i nastri, l'autopsia, le (inverosimili) ipotesi del decesso, le esequie, quelle pubbliche e quelle private. Muore così il 25 giugno a Los Angeles e a un mese dal suo concerto londinese, Michael Jackson, Re del Pop, che resisteva al tempo danzando. Ma il sadismo della stampa e dello spettatore vuole sopra ogni cosa che il morto resti in scena a ciondolare sul patibolo mediatico, senza il conforto di potersene mai davvero andare via. Corpo conteso, eredità (artistica e sostanziale) reclamata, immagine contestata, l'artista dell'Indiana non trova pace, ostinatamente e barbaramente esposto alla luce del racconto. La sua vita e la sua morte vengono catturate e imbrigliate dentro una cronaca volgare e indecente. Poi arriva in sala Michael Jackson's – This is it di Kenny Ortega, si spengono le luci e inizia un altro film che potrete (e dovete) vedere in tutte le sale del mondo per quindici giorni. Poi verrà annullato, come un concerto in un giorno mesto di pioggia. Diretto e prodotto da Ortega con il supporto della Fondazione Michael Jackson, il documentario pop del regista californiano è uno sguardo privato sul concerto che avrebbe, ci potete giurare, rivoluzionato l'arte dello stare in scena. Declinando l'approccio biografico, le interviste, gli sballi, le strade percorse o i negozi visitati, l'autore mette ai nastri di partenza una lucida, tirata e micidiale macchina del pop che si chiama(va) Michael Jackson, regalando ai suoi spettatori quello che sarebbe stato l'ultimo tour dell'artista e offrendogli un punto di vista (im)possibile su tutte le prove provate, sofferte, sudate. Non appena Michael entra sulla scena, in giacca in silver e simultaneamente nera, meraviglia del découpage, gli occhi si spalancano e l'anima si desta. Adesso esistono soltanto il gesto, il volto, il corpo, la musica, la parola, il tono, l'emozione. Come il suo man in the mirror, Jackson risponde con uno sguardo d'intesa alla sua immagine speculare. Da Bad a Thriller, da Billie Jean a Go to be there, da Smooth Criminal a I just can't stop loving you, M. J. si muove agile, esperto e sinuoso, battendo il tempo in un'esecuzione perfetta che provoca emozioni autentiche. Perché la bravura tecnica, come suggeriscono le coreografe addette alle selezioni dei ballerini che faranno corona intorno all'artista, non è sufficiente per concretizzare un sogno e raggiungere “la prima fila” nello show. Soltanto undici ballerini proveranno la singular sensation in costumi dorati e cilindro, soltanto la prima linea accompagnerà Jackson sul palco e ne sarà la sua osservante e reverente emanazione, moltiplicata all'infinito come negli specchi di Chorus Line e grazie alla magia del green screen. Dopo aver personalmente promosso gli elementi più meritevoli, l'artista avvia lo show, rigorosamente cronometrico e superbamente coreografico, costringendo la macchina da presa da creatrice dello spettacolo a spettatrice dell'esibizione. Lo schermo diventa allora tutta una scoperta: M. J. allarga le braccia e muove le mani come un direttore d'orchestra in un teatro di marionette e di talenti, dentro uno spettacolo fondato sulla centralità della danza e di un artista in grado di avere vita sulla scena e di distruggere gli automatismi quotidiani del corpo, creando una diversa qualità di energia, visibile anche in situazioni di immobilità. Dietro l'impressione di facilità e naturalezza, lo spettatore scoprirà una mania di perfezionismo assoluta ("Le prove servono a questo"), sempre nobile, sempre garbata. Il momento più poetico è il virtuosistico assolo su Billie Jean, mentre ballerini e stelle stanno a guardare. Guardano espandersi il suo mito leggero e impalpabile, la dimensione espressiva della sua anima, la verità di un corpo che balla "ricomposto" (da Ortega) nel modo e nel luogo giusto. This is it. That is it.

Michael Jackson – Life Death and Legacy

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Diretto dalla regista britannica Maureen Goldthorpe, Michael Jackson – Life Death and Legacy, è un magnifico tributo al Re del Pop, alla sua vita e all'eredità artistica lasciata dopo la prematura morte, che nel 2009 ha commosso milioni di persone in tutto il mondo. Testimonianze inedite di coloro che hanno lavorato con Michael Jackson, amici, familiari e giornalisti, accompagnate da toccanti ricordi, si alternano a nuovi e mai visti filmati che lo ritraggono nella sua brillante quotidianità e alle emozionanti esibizioni che lo hanno reso uno degli artisti di maggiore successo e più amati dell'era moderna, in grado di ispirare milioni di fan in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

 


Ghosts

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La storia racconta di una piccola città che è molto infastidita da un uomo molto strano e bizzarro che vive in una casa infestata. Un giorno il sindaco decide di andare seguito dalla popolazione in cima alla collina per incontrare lo strano uomo e dirgli di andarsene. Quando giungono in quella casa avviene l'incontro e il sindaco prova a convincerlo a lasciare la città, ma nel frattempo le persone prendono in simpatia il personaggio interpretato da Michael Jackson, che inizia a cantare per loro e a spaventare il sindaco fino a farlo scappare via. La gente scoprirà che Michael non è male dopo tutto.

Miss Cast Away

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Concorso di bellezza Miss Galassia . Un aereo trasporta le quaranta concorrenti del concorso dagli Stati Uniti al Giappone, quando all'improvviso si schianta su un isola deserta. Non ci sono vittime, ma le ragazze  troveranno sull'isola un' insolita Arca di Noè…

Moonwalker

3.moonwalker

Oltre ad essere un cantante-ballerino-attore di successo idolatrato dai giovani, Michael Jackson è anche un vero mito vivente che con la sua presenza scenica riesce a calamitare migliaia di spettatori i quali, perennemente in delirio per lui, affollano i suoi concerti e comprano i suoi dischi. In particolare tre ragazzi lo ammirano: Sean, Katie ed il piccolo Michael che lo imita in tutto. Jackson, desideroso di accontentarli, li conduce negli studi cinematografici popolati da pupazzi a grandezza d'uomo; sorvola in maniera magica paesaggi irreali; piomba direttamente nella fumosa notte dissoluta dominata dal malvagio mister Big, un cinico trafficante di droga, che proprio tramite i bambini vuole vendere e diffondere la sua merce. Michael Jackson affronta costui ed i suoi scagnozzi: sembra soccombere ma grazie ad una prodigiosa trasformazione prima in un robot e poi in una astronave riesce a sopraffare gli avversari. Tutto ritorna come prima ed i tre ragazzi possono continuare ad ammirare il loro stupefacente amico e le sue strabilianti imprese.

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